Unità I
La popolazione
L'antico regime era un tipo di società presente in Europa tra il XIV e il XIX secolo che era costituito da componenti e fenomeni molto vari e risalenti a epoche diverse.Ciò che caratterizzava questo tipo di società era:La popolazione
-l'autorità del sovrano
-l'intolleranza della chiesa
-l'alleanza tra i due poteri
-la diseguaglianza di nascita
-l'ordinamento oppressivo nei confronti dei sudditi
Questo periodo fu segnato da un forte incremento della popolazione (di circa 30% tra il '300 e il '700 ; e di 100% tra il 1770 e il 1870).Ciò era dovuto all'alternarsi di fasi di crescita e di crisi determinate da guerre,carestie e epidemie, ma anche alla pratica del matrimonio tardivo con la conseguente riduzione delle nascite
La vita in questo periodo non era per niente facile poiché era insidiata continuamente dalla fame e dalle malattie.Risultava quindi una durata di vita media brevissima (28 anni per i maschi e 34 per le donne) e un'elevata mortalità infantile(infatti su 1000 neonati, un quarto moriva nel primo anno di vita).
Una società rurale
L'antico regime era una società rurale: gran parte della popolazione viveva in campagna e l'agricoltura era il centro della produttività. Nonostante ciò la produttività rimaneva ancora bassa e l'unico modo per aumentarla era l'ampliamento delle superfici coltivate.Di conseguenza la coltivazione e la lavorazione del terreno richiedevano una grande forza lavoro,quindi anche bambini, donne e anziani erano costretti a lavorare duramente.
L'industria, invece era rappresentata dalla bottega artigiana e dal lavoro a domicilio, attività svolte dai contadini soprattutto nei periodi di calo del lavoro agricolo.Le poche imprese che c'erano erano controllate dallo stato oppure da finanzieri che avevano acquisito le loro fortune nel commercio a grande distanza.In questi settori si formò anche l'economia del mondo odierno.
I villaggi di campagna in cui viveva l'85% della popolazione avevano un'economia dominata dall'autoconsumo e dal baratto.Le persone ricercavano l'autosufficienza poichè erano esclusi dalle innovazioni economiche e sociali sviluppate nelle aree urbane visto che i mezzi di trasporto erano molto lenti e inefficienti.In questo modo i villaggi rurali erano esclusi dalle città, in cui si trovavano i centri di controllo delle funzionalità politiche,economiche,culturali e militari, e dove trovava luogo l'economia di mercato.Anche le città,però, andavano incontro a problemi come il rifornimento idrico, le fognature, la santità.. Questo fu però un motivo in più per sviluppare e applicare le innovazioni tecnologiche e culturali , che sono quelle che hanno portato il mondo all'epoca contemporanea.
Le gerarchie sociali
Nell'antico regine la società era articolata in 3 ordini (formati da individui che per nascita godono degli stessi diritti):
-il clero, che doveva pregare e amministrare il culto divino;
-la nobiltà,che doveva garantire la difesa attraverso le armi;
-il Terzo stato, che lavorava per garantire i mezzi di sussistenza a tutti ;
In base al ceto al quale si apparteneva, le persone avevano diversi diritti ed erano sottoposti a diverse leggi. Ogni ordine esercitava determinate funzioni e godeva di determinati privilegi. Per esempio il clero e la nobiltà avevano il diritto di essere giudicati da tribunali speciali,avevano impegni riservati nella corte,nella chiesa e nell'esercito, e spesso erano liberi dalle imposte fiscali.
C'era dunque una grande disuguaglianza sociale.
L'ordine della nobiltà aveva il primato sociale e la sua potenza era fondata sul controllo della terra.I nobili dovevano disinteressarsi del denaro e godersi le rendite fondiarie che la terra garantiva. Ai nobili era vietato svolgere altre attività come il commercio o mestieri meccanici, che erano considerati indegni per loro.Per questo molti di loro finirono in miseria, e anche se mantenevano ancora i loro privilegi non contavano più nulla. La nobiltà in Europa in questo periodo costituiva il 2% della popolazione. Lo stesso valeva anche per il clero.
A partire dal XI secolo ci fu l'ascesa della borghesia, una classe sociale che si impegnava negli affari e nelle professioni liberali( medico,giurista..) e il loro obiettivo era il profitto.Gli ideali borghesi erano:
-lo spirito d'intrapresa
-la dedizione professionale
-il risparmio
Lo scopo principale della borghesia era quello di equipararsi alla nobiltà.Loro ritenevano di poter raggiungere questo scopo comprando titoli, uffici burocratici e feudi. Per questo erano interessati al denaro.
Lo stato
Nella monarchia feudale tra il XII e il XV secolo, c'era una specie di contratto tra il re e i sudditi: i sudditi accettavano di sottomettersi all'autorità del re, che garantiva loro rispetto e privilegi e non poteva governare senza il loro consenso. Dopo la guerra dei Trent'anni (1618-1648) si affermò la monarchia assoluta.Il re si rifiutò di essere solo il garante dei diritti ma pretese di essere il principio di ogni legalità, cioè respinse la formula medievale "la legge fa il re" e adottò la formula "il re fa la legge". A questo punto i sudditi non potevano essere difesi di fronte al re, perchè non esistevano istituzioni per la tutela dei loro diritti.I sudditi non avevano più diritti, ma solo doveri.
L'assolutismo, però, fu solamente un progetto, poichè al sovrano non era in grado di esercitare un controllo completo a causa dell'inefficiente burocrazia e della mancanza di tecnologie. Inoltre, permanevano le tradizioni, le diversità di ordinamenti amministrativi e fiscali,quelle linguistiche tra le regioni,quelle di pesi e di misure,ecc..Si formò una caos totale all'interno della società.
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In questo periodo ci fu un'identificazione tra lo stato e la chiesa. In seguito alla riforma protestante (XVI sec.) la chiesa si appoggiò al potere del re per perseguitare gli eretici e per tutelare la propria autorità. I sovrani ritenevano che uno stato diviso sul piano religioso era ingovernabile e che che un suddito di un'altra fede fosse un avversario. Il re si presentava come il protettore della vera fede e in cambio pretendeva l'obbedienza e la collaborazione del clero.
Nei secoli dell'antico regime lo stato era considerato una proprietà del sovrano, che alla sua morte passava in eredità ai suoi figli.Il sovrano era libero di disporre di esso in quando legittimo proprietario.
Questa concezione verrà contrastata più tardi dalla Rivoluzione francese, che afferma che il fondamento di ogni sovranità risiede negli individui che costituiscono la nazione.
Questa concezione verrà contrastata più tardi dalla Rivoluzione francese, che afferma che il fondamento di ogni sovranità risiede negli individui che costituiscono la nazione.
Unità II

Le rivoluzioni inglesi
Durante il proprio demonio,in Inghilterra, la dinastia Stuart (1603-88) cercò più volte di imporre una monarchia assoluta, il che andò incontro a opposizioni di vario tipo:
-religioso: i fedeli rifiutavano di seguire la chiesa anglicana corrotta e guidata dal re, e aderirono al puritanesimo (movimento che rivendica l'organizzazione ecclesiastica gestita dal basso lasciando libera espressione alla coscienza individuale)
-politico-giuridico: il Parlamento presentò la Petizione dei diritti che rivendicava i diritti stabiliti dalla Magna Charta come la libertà personale dell'individuo e l'obbligo di sottoporre le nuove imposizioni fiscali all'approvazione del Parlamento.
-economic: i ceti produttivi(tra cui anche la borghesia) tolleravano di meno l'intromissione del monarca nella vita economica e pretendevano che appoggiasse i loro interessi attraverso scelte appropriate nella politica estera.
L'esigenza della società inglese di partecipare direttamente alla gestione dello stato provocò il conflitto tra il potere parlamentare appoggiato dal popolo e quello monarchico appoggiato dalla chiesa anglicana e da una parte della nobiltà.
Scoppiò così una guerra civile in cui l'esercito del Parlamento guidato da Oliver Cromwell ebbe la meglio. Il monarca Carlo I fu condannato a morte e fu proclamata la repubblica (1649). A causa dell'inuniformità del Parlamento che era diviso in varie fazioni, a Cromwell risultava difficile governare il paese. Per evitare l'anarchia, assunse un potere dittatoriale, ma in seguito alla sua morte fu restaurata la monarchia (1660).
Quando Giacomo II salì sul trono con l'obiettivo di convertire l'Inghilterra al cattolicesimo, il Parlamento decise di offrire la corona al protestante Guglielmo d'Orange. In questa occasione si crearono per la prima volta nella storia, diversi orientamenti all'interno del Parlamento:
-i whigs (filoparlamentari)
-tories (difensori del regime monarchico)
Nel 1688 Giacomo II fuggì dal paese e Guglielmo prese possesso del trono. Questo colpo di stato senza spargimento di sangue insieme alla Dichiarazione dei diritti del 1689 giurata da Guglielmo II, segnò la cosidetta Gloriosa Rivoluzione che portò all'affermazione della monarchia costituzionale. La monarchia smise di essere un'organo al di sopra dello stato e divenne un organo dello stato.
La Francia del Re Sole
Luigi XIV nacque nel 1638 ed ereditò il trono a soli 5 anni a causa della morte di suo padre. Nel frattempo il governo di Francia fu affidato al cardinale Giulio Mazarino. Luigi XIV assunse il potere nel 1661, dopo la morte del cardinale. Egli sosteneva che il governo dovesse restare saldamente nelle mani del sovrano e decise perciò, di governare da solo. Era consapevole del suo ruolo assolutistico e credeva nell'origine divina del proprio potere. Scelse quindi il Sole come suo emblema.
Il Re Sole rafforzò lo Stato limitando il potere dell'aristocrazia, del Parlamento e della chiesa, cioè introdusse dei funzionari pubblici direttamente dipendenti da lui, abolì il diritto di rimostranza (la facoltà del Parlamento di opporsi alle decisioni del re) e subordinò i nobili riducendoli a cortigiani senza nessun potere politico.
Infine rafforzò il proprio potere personale istituendo un sistema di consigli con competenze ben definite e un Consiglio supremo di Stato costituito da lui stesso e da tre ministri (degli Affari segreti;dell'Interno e delle Finanze).
Luigi XIV realizzò in questo modo uno Stato centralizzato e assoluto.
Per quanto riguarda l'amministrazione, che aveva bisogno di interventi di risanamento, il Re Sole affidò il ruolo di controllore generale dello Stato al borghese Jean Baptiste Colbert, che rinnovò l'amministrazione e di conseguenza fece raddoppiare le entrate della Corona, migliorò le reti di comunicazione nazionali, incentivò la produzione interna e ridusse le importazioni al minimo. In questo caso si scontrò con le imprese, che invece, richiedevano maggiore libertà economica.
Inoltre, nel campo militare, aumentò il numero di soldati, dotò l'esercito di una milizia e lo fornì di divise, istituì scuole per l'addestramento degli ufficiali e rafforzò il sistema delle fortificazioni.
Luigi XVI fu anche un mecenate di grande importanza all'interno della corte di Versailles ma il suo interesse per la cultura aveva lo scopo di dare uniformità ideologica al regno, cioè di controllare le coscienze. Coloro che, invece, rivendicavano la libertà di coscienza (come i giansenisti e gli ugonotti per quanto riguarda la religione), furono perseguitati.
Il Regno del Re Sole finì con la sua morte, avvenuta l'1 settembre 1715.
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Durante la Restaurazione inglese, una notevole influenza sul pensiero politico deriva dalle opere di due importanti filosofi del periodo: Thomas Hobbes (1588-1679) e John Locke (1632-1704).
Hobbes era un materialista che credeva che tutte le nostre sensazioni e pensieri sono frutto degli stimoli esterni che influenzano i nostri sensi corporei.
Viene considerato il primo vero e proprio scrittore moderno grazie alla sua precisione linguistica e l'eliminazione di concetti ambigui.
Il "Leviatano" (1651) è il suo lavoro più grande e significativo. In esso, Hobbes difende il potere del monarca assoluto, basandosi non sul diritto divino del re, ma su una base pragmatica, secondo la quale il potere monarchico è nell'interesse di ogni membro della società. Nella sua frase più celebre spiega che la vita umana è "solitaria, povera, spiacevole, grezza e breve" e che solo un forte monarca è capace di prevenire la sua degenerazione nella bestiale anarchia.Più tardi, questi ideali assolutistici di Hobbes ispireranno i sovrani illuminati.
John Locke,invece, fu il primo ad applicare il metodo empirico allo studio della mente umana. La sua fama è dovuta principalmente a due opere:"Due trattati sul governo" (1690) e "Saggio sull'intelletto umano" (1690).
Il primo, rappresenta una confutazione del potere assoluto - una proposta per la difesa della libertà individuale e dell'ordine collettivo che influenzerà i promotori della Rivoluzione francese e quella americana.
Il secondo è famoso per il concetto di "contratto sociale", per cui il popolo rinuncia a una parte della sua libertà individuale, in modo che la vita, la proprietà e la libertà civile possano essere mantenute, mentre i governatori che usano in maniera eccessiva i loro poteri perdono la loro autorità. Nel "Saggio sull'intelletto umano", Locke sostiene che tutta la conoscenza deriva dall'esperienza. Di conseguenza, la natura umana sarebbe moralmente neutrale, senza un'intrinseca tendenza verso il bene o il male; ciò che una persona diventa dipende solo dalla sua esperienza e dall'ambiente circostante.



